F.A.Q. (Frequently Asked Question – Domande Frequenti)

Mi piacerebbe entrare a far parte della Croce Blu, ma ho paura di avere poco tempo a disposizione:

Svolgere attività di volontariato vuol dire aiutare gli altri senza alcuna imposizione, impiegando il proprio tempo libero. Per questo la Croce blu non richiede ai propri soci un impegno minimo settimanale: ciascuno è libero, secondo le proprie disponibilità, di venire a fare turno (come si dice nel nostro gergo) quando può e quando vuole, senza nessun limite né minimo, né massimo. L’unico limite previsto per i soci effettivi e allievi è quello di svolgere 30 urgenze in un anno, non derogabile per nessuna ragione, pena la perdita della qualifica di soccorritore, che potrà essere riacquisita a seguito del superamento di un esame teorico-pratico, uguale a quello sostenuto per l’ammissione a socio, che servirà a “rinfrescare” la conoscenza delle nozioni e delle manovre di soccorso.

Mi piacerebbe entrare a far parte della Croce Blu, ma ho paura di vedere situazioni poco piacevoli durante i servizi in ambulanza (incidenti gravi, problemi di tossicodipendenza, ecc) e/o di non essere in grado di svolgere al meglio il mio dovere

Le attività della Croce blu non si esauriscono nella sola attività di soccorso urgente in convenzione con la centrale del 118 di Genova, ma sono molteplici, e comprendono il trasporto di pazienti dializzati da casa all’ospedale e ritorno, il trasporto di pazienti per visite ambulatoriali o ospedaliere (non urgenti ), i trasporti c.d. “fuori Genova”, e la consegna di medicinali agli anziani con ridotte capacità motorie. Siccome la Croce blu è costantemente impegnata in queste attività, e tutti i soci indistintamente possono essere chiamati a svolgerle, non è affatto vero che far parte di una pubblica assistenza voglia dire esclusivamente salire in ambulanza e necessariamente assistere a episodi e situazioni spiacevoli. Per cui chi volesse far parte della Croce blu per aiutare gli altri non deve essere frenato da questo timore, perché le sue mansioni non sono uniche e uguali, ma vengono decise da chi ha compiti di organizzazione dei servizi secondo le diverse esigenze della Croce. Inoltre la preparazione del nostro personale e l’affiancamento dei soccorritori meno esperti a quelli con più anzianità di servizio, per acquisire la necessaria esperienza, servono proprio a evitare che il personale, chiamato a intervenire in situazioni estreme, non abbia la necessaria competenza ad aiutare il prossimo nella maniera più adeguata.

Se tuttavia si vuole preferire non svolgere alcuna attività per la Croce, sia per i motivi sopra citati, sia per problemi di tempo, è possibile sostenere finanziariamente l’operato della nostra Associazione diventando “Soci sostenitori”, facendone richiesta al Consiglio di Amministrazione, attraverso un versamento annuale stabilito dallo stesso Consiglio.

Ho letto il volantino sui corsi di primo soccorso, ma volevo avere qualche informazione in più

Prima di tutto bisogna chiarire che i nostri corsi di primo soccorso sono rivolti a tutta la cittadinanza, quindi sia a coloro che intendono svolgere in futuro servizio in ambulanza, sia a coloro che invece vogliono solo apprendere qualche nozione da applicare in caso di necessità. I corsi vengono tenuti da personale della Croce Blu altamente qualificato (infermieri, medici o volontari di provata esperienza), i quali daranno ampio spazio non solo alle spiegazioni teoriche(compreso qualche cenno basilare di anatomia) ma anche a esercitazioni pratiche sulle manovre più frequenti nel servizio in ambulanza (diverse modalità di spostamento del paziente traumatizzato, manovra disostruttiva delle vie aeree, rianimazione cardio-polmonare su adulti e bambini). I corsi vengono effettuati ogni anno in tre sessioni, e consistono in 10 lezioni (due a settimana) dalle 20,30 alle 23; sono ammesse due assenze, oltre le quali non sarà possibile sostenere l’esame per svolgere servizio in ambulanza.

Come posso diventare volontario della Croce blu?

Per diventare volontario della Croce Blu è necessario avere compiuto 16 anni, frequentare il corso di primo soccorso e superare l’esame tenuto dagli organizzatori del corso. I soci minorenni verranno chiamati “ allievi”, e potranno salire in ambulanza accompagnati da personale esperto (oltre all’autista deve essere presente anche un altro maggiorenne) per acquisire esperienza, senza rivestire alcun ruolo di responsabilità all’interno della squadra; al compimento del 18° anno di età essi diverranno soci effettivi. La domanda di ammissione deve essere indirizzata per iscritto al Presidente e accompagnata dal versamento della quota di ammissione stabilita, e verrà poi affissa all’Albo Sociale per eventuali opposizioni per la durata di gg 15(quindici); solo per i soci minorenni, essa deve essere accompagnata dall’autorizzazione dei genitori o di chi ne faccia le veci.

Ho sempre sognato di diventare autista di ambulanze, e vorrei sapere come posso diventarlo

Innanzitutto il Codice della strada prescrive che l’autista d’ambulanza debba avere almeno 21 anni e possedere la patente di guida (cat. B) da almeno 2 anni. Il regolamento della Croce blu prevede inoltre che l’aspirante autista debba essere, almeno, soccorritore di primo livello, frequentare un apposito corso di preparazione tenuto dalla Divisione Servizi e sostenere il relativo esame, articolato in una prova teorica e una pratica. Questo perché condurre un mezzo di emergenza non significa sfrecciare senza limite tra le strade cittadine, ma significa portare l’ambulanza nel c.d. “target” (la nostra destinazione) nel modo più veloce ma al tempo stesso sicuro che ci sia, senza mettere a repentaglio la vita degli altri soccorritori, degli utenti della strada che incrociamo, del paziente e del personale medico e paramedico a bordo, e ovviamente la nostra.

Chi devo contattare in caso di urgenza, la pubblica assistenza di zona o il 118?

In teoria è indifferente, perché se il paziente (o chi per esso) contatta il 118, questi gira la chiamata alla pubblica assistenza di zona, la quale invierà l’ambulanza adeguata all’intervento; se invece contatta prima la pubblica assistenza, questa prenderà nota delle condizioni d’intervento, per poi girare le informazioni alla centrale del 118 che autorizzerà l’invio del mezzo (o dei mezzi, perché la centrale, a seconda dell’intervento, può decidere di inviare anche l’automedica, o contattare le forze dell’ordine o i vigili del fuoco). In pratica, però, sarebbe meglio contattare sempre prima il 118 per convenienza di tempo, visto che la centrale può decidere da subito l’invio di altri mezzi di soccorso, senza quella perdita di tempo causata dalla chiamata alla pubblica assistenza, e anche perché le ambulanze devono fare sempre riferimento, in tutto e per tutto, alla centrale del 118.

Come mai mi è capitato di essere stato soccorso dalla pubblica assistenza non del mio quartiere?

L’intervento di una pubblica assistenza non di zona è dovuto alla temporanea indisponibilità della pubblica assistenza di zona, dovuta o al fatto che quest’ultima sia impegnata in un altro soccorso, o al fatto che essa abbia comunicato alla centrale del 118 la sua indisponibilità per problemi di copertura dei turni.

Ho richiesto un servizio di trasporto non urgente per effettuare una visita ospedaliera, ma mi è stato negato

Purtroppo questa eventualità può verificarsi quando il servizio richiesto sia da effettuarsi entro pochissimi giorni, se non il giorno successivo; queste richieste mettono in seria difficoltà le pubbliche assistenze, perché l’organizzazione dei trasporti non urgenti si basa su quelli prenotati con largo anticipo, e molto spesso le richieste dell’ultimo minuto, non prevedibili, vengono rifiutate perché la croce è materialmente impossibilitata a esaudirle, per mancanza di mezzi o di personale, sulla base dell’organizzazione precedentemente stabilita. Per questo invitiamo coloro che vogliono usufruire dei nostri trasporti a prenotarli, se possibile, con largo anticipo, e ci scusiamo in precedenza per il possibile rifiuto che possono sentirsi dare.

Come sono organizzati i turni settimanali della Croce blu? Quante persone li compongono?

La giornata “tipo” della Croce blu è divisa in quattro turni: mattino (7-13), pomeriggio (13-20), sera (20-23,30) e notte(23,30-7). Il sabato e la domenica differiscono lievemente: la mattina inizia alle 8 e si conclude normalmente alle 13, il pomeriggio si conclude alle 19 anziché alle 20.
Non è stabilito a priori il numero di persone che compongono i turni, in quanto varia a seconda delle giornate, dei servizi da effettuare, e ovviamente della disponibilità dei soccorritori.

Da quante persone è composta la squadra d’urgenza?

Di solito le squadre, compreso l’autista, sono composte da tre soccorritori, anche se non mancano casi di squadre composte da quattro o due soccorritori. Non è possibile comporre squadre da cinque soccorritori!

Esiste una gerarchia all’interno della Croce Blu?

Da un punto di vista organizzativo, un’associazione che svolge un’attività importante e delicata come quella del soccorso sanitario deve fondarsi su una struttura gerarchica solida, che permetta ai soccorritori più esperti di controllare e aiutare i nuovi entrati nelle loro prime esperienze: non si tratta quindi di una gerarchia che permette a determinate persone di impartire ordini indiscutibili, forti della loro anzianità (come in un’organizzazione militare), ma assegna a loro il difficile compito di insegnare ai nuovi ad applicare le nozioni acquisite durante il corso, per aiutarli a maturare esperienza, ed evitare che essi siano lasciati senza alcuna forma di tutela e sostegno. È anche importante, durante un soccorso, individuare il responsabile di squadra, il quale ha il compito di comunicare con la centrale e di prendere le dovute decisioni, cooperando con gli altri soccorritori (non è quindi un capo assoluto): è responsabile di squadra il soccorritore con la qualifica di CAPOSQUADRA, o in sua assenza il soccorritore di 2° o 1° livello; a parità di qualifica, si tiene conto in primo luogo dell’anzianità di servizio, e in secondo luogo dell’anzianità anagrafica.

Cos’è l’automedica? Da chi è composta? È vero che il 118 la invia sempre su ogni intervento insieme all’ambulanza?

L’automedica è un mezzo di soccorso avanzato, messo a disposizione da alcune pubbliche assistenze, composto da un autista soccorritore, un infermiere professionale e il medico, e porta con sé attrezzature(come il monitor per ecg) e farmaci di prima necessità; è gestita direttamente dalla centrale del 118, che la affianca all’ambulanza esclusivamente nei casi più gravi (codici rossi e alcuni codici gialli). Nei casi meno gravi, invece, la centrale invia di partenza solo l’ambulanza, potendo però decidere di inviare l’automedica qualora le condizioni del paziente peggiorassero.

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